| L’inventore della Sambuca é di Casamicciola! |
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| L’inventore della Sambuca, fu Luigi Manzi di Casamicciola. La storia di questo liquore si intreccia straordinariamente con gli avvenimenti storici del nostro Risorgimento. |
Il Manzi fu uno strano tipo di industriale patriota, che sapeva dimenticare ogni interesse quando si trattava di spedire cassette di liquore in cambio al posto dei quattrini, di opuscoli rivoluzionari che facevano infiammare il cuore degli onesti. Fu sempre pronto a sposare la causa rivoluzionaria per una Italia libera e indipendente. Egli sovvenzionò tanto Mazzini quanto il Regio Governo Sardo, tanto i napoletani esuli a Londra che Giuseppe Garibaldi. Il padre di Luigi Manzi era il proprietario delle attuali “Terme Manzi” di Casamicciola.
Perché si dice Sambuca? Per comporre la Sambuca il Manzi aveva usato come elemento principale: “il fior d’anice cinese”. Poi vi aggiungeva altri ingredienti che restarono il suo segreto di erborista. All’amico Giovanni Foschini che gli chiedeva perché avesse chiamato “Sambuca” il suo liquore, gli rispondeva: «L’ho chiamato Sambuca per via dei Sambuchelli, gli acquaiuoli delle mie parti, che vanno nei campi a dissetare i contadini e recano loro acqua e anice». La prima distilleria fu aperta ufficialmente a Civitavecchia, vicino alla chiesa di “Santa Maria” di fronte al mare. Produceva 48 bottiglie alla settimana.
Casamicciola Arriva Garibaldi Quando il 2 ottobre 1864, Giuseppe Garibaldi, malato d’artrite ed ancora sofferente per le ferite di As-promonte, sbarca a Por-to d’Ischia, Luigi Manzi l’attende e ruba il privilegio di ospitare Garibal-di, al Dottor Zavota che lascia l’onore all’acceso patriota, di ospitarlo per prima. Apre le terme di Famiglia a Garibaldi e il suo seguito offrendo come digestivo la “Sambuca”. Alla moglie che si trova a Civitavecchia così scrive: “Carissima, giorni or sono ebbi l’incommensurabile onore di ricevere la visita del generale Garibaldi, fu cordialissimo, nonostante i mali che lo affliggono: prese anche sulle ginocchia il nostro piccolo Cornelio e di poi del caffè, degustò il mio liquore da cui sembrò trarre rinnovellata forza e giovamento tanto da ordinarmene un carratello. Ah!....» Da quel momento divenne fornitore di Garibaldi e del suo seguito allietando con la Sambuca i loro pasti |
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